Pratiche di meditazione regolari

Pratiche di meditazione regolari

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 Orario delle pratiche regolari

Lunedì 18.30 (zoom)
Martedì 7.30 ( zoom e presenza)
Mercoledì 18.30 ( zoom)
Giovedì 20.30 ( zoom e presenza)
Venerdì 7.30 (zoom)

 

Tutte le pratiche verranno registrate e spedite ai partecipanti

 

 


Segui il nostro canale youtube

Mantenere una pratica regolare è fondamentale per rafforzare la consapevolezza. Il Buddha ha sottolineato spesso l'importanza del Sangha, il gruppo di persone che praticano insieme, affinché la pratica porti i suoi frutti.

A questo fine il nostro centro di meditazione si riunisce online ed in presenza per praticare, confrontarsi, imparare ed ascoltare il Dharma.

 

Le pratiche regolari con Fabrizio Giuliani sono aperte a tutti ma consigliamo di fare prima un corso base di Vipassana: lo trovi qui

 

Come partecipare

Chiediamo a tutti un contributo mensile a donazione ( con una donazione suggerita di 24 euro) per partecipare a tutte le pratiche regolari di meditazione 5 giorni a settimana. Questo contributo verrà usato per sostenere il centro di meditazione e la pratica di tutti.

Il contributo può essere fatto mensilmente tramite il sito,

Oppure con paypal cliccando qui


o IBAN  Fabrizio Giuliani 
IT62E3608105138260468460477

Se effettui un bonifico, invia la ricevuta del pagamento a fabrizio@mindfulnesspigneto.com


Una volta effettuata l'iscrizione ti verrà inviato il link di Zoom.

Le pratiche verranno registrate e condivise con tutti i partecipanti giornalmente; se non potrai essere presente in diretta potrai dunque comunque praticare giornalmente.

Nella speranza di vederci presto dal vivo al nostro centro di meditazione a Roma.

Segui le pratiche guidate su youtube.

Leggi di piu' sull'importanza della generosita'

 

Tutte le pratiche verrano registrate e spedite ai partecipanti. 

 

Vipassana è una tecnica di meditazione nella tradizione Theravada Buddhista.

Vuol dire "chiara visione", vedere il mondo per quello che è, non per quello che pensiamo che sia - filtrato da nozioni concettuali e condizionamenti.

 

 La sofferenza emerge con la meditazione

Molte persone che iniziano a meditare scoprono che in realtà i sintomi dai quali volevano guarire si 'aggravano' e si rammaricano pensando che la meditazione non funziona o non è per loro. Invece, è proprio il contrario. Con la pratica la sofferenza dell'essere, che nascondiamo con distrazioni continue, comincia a emergere e mostrarsi, ne diventiamo consapevoli. Lo scopo non è liberarci di queste sensazioni, ma di farcele amiche, una delle cose più difficili al mondo ma anche la strada più coraggiosa e con premi fantastici.

Passiamo la nostra vita a scappare da ciò che non ci piace e ad aggrapparci a ciò che ci piace. Ma in realtà questa è una ricetta che alla fine ci rende infelici perché, volenti o nolenti, non abbiamo controllo sugli eventi esterni. Ciò che amiamo, per sua natura non permanente (come tutto), nasce, vive e muore e ci lascia, mentre ciò che odiamo a volte si parcheggia nella nostra vita e rimane in sosta troppo a lungo.

La chiave della pace

Ecco la natura della sofferenza, ma ecco anche la 'cura'. Dobbiamo e possiamo insegnare alla nostra mente che si può convivere con tutto e che infatti questa è la chiave della pace, del benessere.

Vipassana, insight ( chiara visione della realtà come è veramente e non come costruzione mentale) sviluppa la saggezza, non una saggezza intellettuale, ma una saggezza intuitiva che la mente non può capire al livello cognitivo. I libri sul Buddhismo sono una risorsa preziosissima ma non possono essere una sostituzione per la meditazione pratica sul cuscino e durante la vita quotidiana.


Insegnante - Fabrizio Giuliani 

Laureato in antropologia culturale all'Università di Sydney , esperto di pratica di meditazione Vipassana da più di 20 anni, ha praticato in Birmania e Australia nella tradizione Mahasi e poi negli Stati Uniti dove ha continuato a praticare anche nella tradizione della Thai Forest tradition di Ajahn Chah. Fabrizio e' il fondatore di Ashoka - Centro di Consapevolezza a Roma,

Requisiti per partecipare

L'unico requisito per meditare è il respiro. Chiunque è in grado di respirare è il benvenuto. 

 

 

 


 





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Sonia Catenacci
Wow

Un luogo di meditazione e di condivisione; essere qui ed ora non è sempre facile, ma il Sangha ti aiuta, è uno specchio che riflette i tuoi timori, le tue ansie, le tue incertezze i tuoi dubbi, aiutandoti cosi a vedere quanto la mente ti porta lontano, in luoghi che crediamo conosciuti ma che altro non sono se non materializzazioni di abitudini che coltiviamo da sempre, convinti che siano la realtà, dandogli forma, volto e significato… ma cosi non è…
Fabrizio ci guida in questo viaggio con sapienza e pazienza, invitandoci ad osservare le cose per quello che sono, momento dopo momento dopo momento…

B
Barbara Vaia
Tempo prezioso

Si...la pratica e' un tempo prezioso...ogni giorno ci si presenta al lavoro. Pratico da gennaio e la pratica quotidiana ha gia' cominciato ad agire nella mia vita... Grazie per le sagge parole di Fabrizio..e le esperienze vissute dal Sangha , sono di grande aiuto!

V
Valeria Allegretti
La forza della pratica e del Sangha

Grazie grazie grazie. La pratica regolare è essenziale per procedere nel cammino di consapovelezza, ma non sempre si ha la forza di praticare da soli. In questo sangha con la guida leggera, lucida e rigorosa di Fabrizio ho trovato sostegno anche in situazioni molto difficili. Tornare ogni volta al respiro, cento e cento volte, umilmente e continuamente.

A
Alessandro
Imparare ad osservare, ed osservando imparare..

Le parole costruiscono le storie, le storie ci identificano, qui in questo spazio di meditazione si ha la possibilità di osservare quante storie e quante parole si avvicendano quotidianamente per portarci in un luogo lontano dal qui ed ora.. Grazie a Fabrizio ed al sangha ho la possibilità di osservare in un luogo condiviso.. ❤️ Questo danzare del quale io sono la danza...

K
Katia
Grazie per la nostra pratica!

Sono approdata ad Ashoka da meno di un anno e ho visto fiorire la mia vita con stupore, emozione e profonda riconoscenza. Le pratiche quotididiane sono per me motivo di consapevolezza, chiara visione, senso profondo dell'esistenza, unione e solidarietà coi compagni del Sangha. Ogni giorno di più: grazie.

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